Ematologia di Precisione: pubblicato su NEJM lo studio internazionale sulla Leucemia Linfoblastica Acuta Ph+ guidato dalla Prof.ssa Sabina Chiaretti

Il trial clinico di Fase 3 GIMEMA ALL2820 dimostra l'efficacia di un approccio terapeutico chemo-free (Ponatinib e Blinatumomab) in prima linea, offrendo tassi di sopravvivenza e remissione significativamente superiori rispetto alla terapia tradizionale.

I risultati del prestigioso studio clinico di Fase 3 GIMEMA ALL2820 (NCT04722848) sono stati pubblicati sulla rinomata rivista The New England Journal of Medicine (NEJM). Lo studio vede come primo autore la Prof.ssa Sabina Chiaretti, docente di Ematologia presso il Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione della Sapienza Università di Roma e figura di riferimento nella rete del Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto (GIMEMA).

Un nuovo paradigma terapeutico "senza chemioterapia"

La leucemia linfoblastica acuta con cromosoma Philadelphia positivo (LAL Ph+) rappresenta una forma tumorale aggressiva la cui prognosi è radicalmente cambiata negli ultimi anni grazie all'introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi (TKI) e dell'immunoterapia.

Lo studio coordinato dalla Prof.ssa Chiaretti ha valutato per la prima volta in maniera randomizzata (2:1) su 236 pazienti adulti (con un'età media di 55 anni) la superiorità di un approccio di prima linea completamente privo di chemioterapia (chemo-free), basato sulla combinazione mirata di:

  • Ponatinib: inibitore delle tirosin-chinasi di terza generazione;
  • Blinatumomab: anticorpo bispecifico immunoterapeutico.

Il gruppo sperimentale è stato confrontato con il trattamento standard tradizionale, composto da Imatinib e chemioterapia.

I risultati principali dello studio

Ad un follow-up medio di circa 24 mesi, lo studio ha evidenziato vantaggi clinici netti e statisticamente significativi per i pazienti trattati con il regime chemo-free:

  • Sopravvivenza libera da eventi (Event-Free Survival, EFS) a 24 mesi: 86% nel gruppo Ponatinib–Blinatumomab contro il 67% del gruppo di controllo ($P < 0,001$).
  • Risposta Ematologica Completa a fine induzione: 94% nel braccio sperimentale contro il 79% nel braccio di controllo.
  • Risposta Molecolare (assenza di malattia residua misurabile): Raggiunta dal 71% dei pazienti trattati con Ponatinib–Blinatumomab rispetto al 49% del gruppo di controllo al termine del consolidamento con Blinatumomab.
  • Riduzione delle recidive: Il tasso cumulativo di recidiva è sceso dal 13% (gruppo di controllo) al 5% (gruppo sperimentale).
  • Minore ricorso al trapianto: Solo il 19% dei pazienti del gruppo d'intervento ha avuto necessità di essere sottoposto a trapianto allogenico di cellule staminali in prima risposta completa.
  • Efficacia del crossover: Per i pazienti del gruppo di controllo che hanno mostrato persistenza o ricomparsa della malattia residua misurabile, il passaggio al trattamento sperimentale ha consentito di ottenere una risposta molecolare nel 64% dei casi.

L'impatto per la Medicina Traslazionale

I risultati di questa ricerca confermano come la combinazione di terapie bersaglio molecolari e immunoterapia rappresenti una vera e propria svolta nella cura delle neoplasie ematologiche dell'adulto. Questo approccio non solo incrementa l'efficacia terapeutica e riduce il rischio di ricaduta, ma abbatte drasticamente i costi in termini di tossicità associati alla chemioterapia convenzionale.

Il lavoro testimonia il ruolo centrale del Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione della Sapienza nella ricerca ematologica internazionale di alto livello e nella definizione delle linee guida cliniche del futuro.

Dettagli della pubblicazione

  • Titolo originale:Ponatinib–Blinatumomab or Imatinib–Chemotherapy for Adult Ph-Positive ALL
  • Autori: Sabina Chiaretti, Alfonso Piciocchi, Cristina Skert, Matteo Leoncin, Erika Borlenghi, Chiara Cattaneo, Mariangela Di Trani, et al., for the GIMEMA Investigators.
  • Rivista:The New England Journal of Medicine (N Engl J Med 2026;395:1483-1494)
  • DOI:10.1056/NEJMoa2606208
  • Finanziatori principali: Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e Fondazione GIMEMA.

Intervista e presentazione del trial GIMEMA ALL2820

Questo video raccoglie l'intervista alla Prof.ssa Sabina Chiaretti in cui illustra direttamente gli obiettivi e i risultati dello studio clinico GIMEMA ALL2820.

 
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