Dalla ricerca al letto del paziente: il Prof. Maurizio Martelli protagonista su L'Osservatore Romano e riferimento del Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione

Roma, 9 aprile 2026 – La ricerca che cura, l’umanità che accompagna, l’innovazione che salva vite. È questo il filo conduttore dell’ampia intervista dedicata al prof. Maurizio Martelli, pubblicata il 7 aprile 2026 su L'Osservatore Romano, che restituisce il profilo di uno dei protagonisti dell’ematologia italiana e internazionale, nonché figura di riferimento del Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione.

Professore ordinario di Ematologia presso la Sapienza Università di Roma e Direttore della UOC di Ematologia del Policlinico Umberto I, Martelli rappresenta un esempio concreto di integrazione tra ricerca scientifica, pratica clinica e formazione accademica. Il suo percorso, profondamente radicato nella scuola del maestro Franco Mandelli, si sviluppa lungo oltre quarant’anni di attività dedicata alla cura delle malattie del sangue.

L’intervista mette in luce il valore strategico della ricerca traslazionale, cuore pulsante del Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione: un approccio che trasforma le scoperte di laboratorio in terapie innovative per i pazienti. In questo ambito, l’ematologia ha conosciuto negli ultimi decenni una vera rivoluzione, con l’introduzione di terapie mirate e immunologiche, tra cui le CAR-T, capaci di offrire nuove prospettive anche in casi resistenti alle cure tradizionali.

Non è un caso che l’Istituto di Ematologia afferente al Dipartimento rappresenti oggi un centro di eccellenza, in grado di garantire diagnosi avanzate e trattamenti all’avanguardia per patologie acute e croniche, contribuendo in modo significativo al progresso della medicina personalizzata.

Accanto all’impegno clinico e scientifico, emerge con forza anche la dimensione umana e formativa del docente. Martelli sottolinea infatti il valore del rapporto medico-paziente, fondato su empatia, ascolto e responsabilità, e ribadisce il ruolo centrale della formazione delle nuove generazioni di medici e ricercatori, pilastro della missione accademica del Dipartimento.

L’attenzione mediatica riservata a questa figura, attraverso una testata di rilievo come L’Osservatore Romano, rappresenta un riconoscimento importante non solo per il percorso professionale del professore, ma anche per l’intero Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione, che si conferma come uno snodo fondamentale nella rete della ricerca biomedica nazionale e internazionale.

In un tempo in cui la medicina evolve con ritmo sempre più rapido, storie come quella del prof. Martelli raccontano qualcosa di più di una carriera: descrivono un ecosistema virtuoso in cui università, ospedale e ricerca dialogano continuamente, trasformando la conoscenza in cura., cuore pulsante del Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione: un approccio che trasforma le scoperte di laboratorio in terapie innovative per i pazienti. In questo ambito, l’ematologia ha conosciuto negli ultimi decenni una vera rivoluzione, con l’introduzione di terapie mirate e immunologiche, tra cui le CAR-T, capaci di offrire nuove prospettive anche in casi resistenti alle cure tradizionali.

 

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